News

Under 13 Gold: Hikkaduwa-Pall. Varese 34-67

Pubblicata in Settore Giovanile - Minibasket il 2018-05-24 14:45:00

 

Campionato Under 13 FIP – Playoff – Quarti di finale
Hikkaduwa Urania Milano – Pallacanestro Varese 34-67 (17-38)


Hikkaduwa Urania Milano: Sperindio 11, Panara 1, Gorla, Roth 6, Portesi 4, Pirrone 8, Chitti, Romano, Borsatti, Solimeno, Villasanta, Ghioni 4. All. Montefusco/Rognoni.
Pallacanestro Varese: Broggini 7, Migliori 11, Pignataro 5, Golino 1, Coppa 7, Zhao 8, Bottelli 7, Canavesi 2, Frangos 3, Pasinetti 8, Rossi 8, Belotti. All. Maino/Mancuso.


Parziali dei quarti: 7-23; 10-15; 9-15; 8-14.


Finisce ai quarti l’avventura del gruppo 2005 che viene sconfitto in casa dalla Pallacanestro Varese a cui vanno i nostri complimenti e un grosso in bocca al lupo per la semifinale. Ma non ci deve essere delusione, se non quella dopo qualsiasi sconfitta, non ci deve essere tristezza e neanche tanto meno rabbia per la netta supremazia degli avversari, perché arrivare fino qui deve essere motivo d’orgoglio per i ragazzi e non solo.

Dopo un anno di sudore e sforzi, dei ragazzi in palestra e dei genitori in tutto il resto, la speranza era quella di avere la possibilità di giocarsela con le più forti, cercando di fare una piccola impresa sportiva, scatenando emozioni forti, sia per chi le vive dall’interno, sia per chi le vive da fuori guardandoli sul campo, e questi ragazzi sono riusciti a fare tutto questo. Quindi la domanda sorge spontanea: non è già una grande vittoria essere riusciti a fare ciò? Non è questa la vera vittoria? Noi la nostra risposta l’abbiamo ma ovviamente lasciamo libero ognuno di pensarla come vuole.


Noi la risposta la sappiamo perché abbiamo visto quotidianamente un anno di lavoro e di tanto tanto sudore e sappiamo che arrivare a giocare i quarti regionali è sicuramente la giusta ricompensa a questi ragazzi a cui non è mai stato regalato niente, guadagnandosi ogni millimetro di questo percorso con passione ed impegno.
Così come sappiamo che non ci dobbiamo accontentare di essere arrivati fino a qui e vogliamo imparare dai nostri errori per poter fare di più negli anni a venire, cercando di accorciare le distanze con le squadre migliori fino ad arrivare a competere alla pari con loro. 


E se non riusciremo a colmare il gap fisico e tecnico, dovremo imparare a tirare fuori la faccia tosta nel momento giusto, fregandocene di chi abbiamo di fronte, obbligando gli avversari a fare la loro miglior partita, buttando sul campo tutte le armi a disposizione sapendo di non avere niente da perdere, nessuna pressione, tutto da guadagnare. Dovremo imparare a non essere più impauriti, perché la paura non può fare parte di una cosa bella e gioiosa come la pallacanestro, per evitare di essere “divorati” un’azione dopo l’altra da coloro che la paura non sanno neanche dove sta di casa. Fatto questo se poi si uscirà di nuovo sconfitti, almeno lo si farà con la consapevolezza di aver fatto il possibile e anche oltre, applaudendo come sempre i nostri avversari.


È invece purtroppo un’Urania impaurita quella che scende sul campo della secondaria del Palalido per giocarsi i quarti contro Varese. Il primo quarto è l’equivalente di due diretti in pieno viso. Il parziale sul tabellone di 7-23 per Varese è l’indicatore di tutte le difficoltà incontrate da Urania, che in attacco riesce a trovare poche conclusioni cercando di affidarsi solo ai soliti trascinatori. Il canestro biancorosso è invece vittima di un attacco continuo da parte dei varesini e viene violato da praticamente tutti i giocatori che toccano il parquet.


Al cambio dei quintetti si intravede una reazione, ma non sembra esserci molto da fare. Le maglie avversarie sono troppo strette e l’area dei 3 secondi sembra un fortino inattaccabile. Le percentuali di tiro purtroppo non sono le stesse della partita contro Bergamo e anche quando si subisce qualche fallo, non si riescono a convertire i tiri liberi in punti fondamentali per avere almeno un po’ più di fiducia. La difesa funziona meglio e riesce a contenere l’attacco avversario dopo l’assalto della prima frazione. All’intervallo le squadre sono sul 17-38.


Al rientro dagli spogliatoi il copione è uguale a quello del secondo quarto, con l’attacco milanese che non riesce a fare meglio del primo tempo e si ferma nuovamente a 17 punti totali, permettendo a Varese di restare tranquilla grazie al vantaggio costruito all’inizio della partita.

 

Un applauso a Varese per la qualità espressa in campo e grazie per averci fatto vedere cosa serve per poter provare ad impensierire squadre di questo calibro in futuro. Perché alla fine lo sport è sfida e le sfide devono essere sempre la benzina per il motore di chi va in campo a carreggiare. Avere qualcuno là davanti da provare a raggiungere, deve essere la nostra benzina, il sacro fuoco, la nostra ossessione (positiva), citando un signore che con i numeri 8 e 24 su una maglia giallo-viola, ha dominato il basket per qualche annetto.

Guardando al futuro gioiamo per esserci conquistati un campionato Under 14 Elite sul campo con pieno merito e per questo vogliamo dire BRAVISSIMI a tutti i ragazzi. Ringraziamo tutti i genitori senza i quali ogni cosa sarebbe impossibile. 
Ma il futuro è già qui e noi dobbiamo già rincorrere, quindi non perdiamo troppo tempo e mettiamoci al lavoro.