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Under 13 Gold: Hikkaduwa-Olimpia 40-78

Pubblicata in Settore Giovanile - Minibasket il 2018-03-15 19:19:00

 

Campionato Under 13 FIP Milano Gold 1 - 3° giornata di ritorno
Hikkaduwa Urania Milano – Pallacanestro Olimpia Milano 40-78 (23-47)
 
Hikkaduwa:
Borsatti, Carlozzo 2, Ghioni, Panara 8, Pirrone 8, Portesi, Pozzi 2, Romano 4, Roth 5, Solimeno 9, Sperindio 2. All. Montefusco/Rognoni.
Olimpia: Bertini 2, D’Ambrosio 14, Djarenkhoe 8, Ingram 3, Langella 10, Luzzeri 6, Maurovic 8, Mazzola 4, Naoni 2, Nobile 9, Porcelli 6, Radaelli 6. All. Bizzozzero/Pogliaghi.


Parziale dei quarti: 11-22; 12-25; 7-13; 10-18

 

L’anticipo della terza giornata di ritorno Under 13 fase Gold, vede ospite nella “casa” Urania del centro sportivo Saini, la corazzata Armani Junior Milano. A differenza dell’andata dove i giovani Wildcats avevano retto l’onda d’urto dei ragazzi Olimpia, questa volta la partita ha un unico padrone sin dai primi secondi e fino alla fine. Infatti già il primo quarto sancisce una netta differenza, sia di fisicità che di qualità tra le due squadre, ma soprattutto la cosa che fa capire che per Urania sarà una serata difficile, è l’intensità che gli ospiti mettono in ogni singolo possesso e in ogni singola difesa.

La difesa come sempre è la chiave di tutto e mai come questa volta se ne ha la conferma, perché genera palle recuperate, o perse dagli avversari a volte in maniera del tutto gratuita, ed è quel tarlo che ti si infila nel cervello e che ti fa pensare che è impossibile fare canestro, levandoti energia e lasciandoti senza fiato.

Non trovare una linea di passaggio comoda, non riuscire a fare una rimessa senza patemi, rimbalzare ogni volta contro il corpo degli avversari e trovarsi spesso la palla, quando stai per vedere la luce, rispedita con cattiveria al mittente, non ti lascia nessuna possibilità di reagire e ti leva anche quella minima certezza che hai nelle tue cose.

Tutto questo va ovviamente di pari passo con la facilità di fare sempre canestro, spesso con l’avversario davanti, esattamente come se non ci fosse, spesso con gli avversari attaccati alle braccia, esattamente come se non ci fossero, spesso anche se ci sono, lanciati fuori dal campo dalla forza fisica sicuramente, ma anche dalla cattiveria agonistica che anima chi si allena seriamente, costantemente, molto duramente e soprattutto sempre, sempre e sempre. In queste occasioni, aldilà meramente del risultato del tabellone che è l’ultimo dei problemi, anzi un non problema, si evidenzia quale è la differenza tra chi propone e prova a fare pallacanestro in ogni caso seriamente, e chi invece fa del tutto un altro sport.

Detto questo, ogni sfida dovrebbe lasciare insegnamenti che possano aiutare, allenatori, ragazzi e genitori a capire cosa si debba e si possa fare in più per potere fare meglio nel bene di chi ci mette tanto cuore e passione ma che non si può di certo limitare solo a quello. Perché quelle caratteristiche, che sono sicuramente la base di partenza e che danno lo slancio iniziale, le hanno tutti quelli che iniziano a giocare, ma con le quali poi si arriva fino ad un certo punto. Da lì in poi serve molto altro, che spesso ha un prezzo molto salato da pagare e costa davvero sudore, lacrime e sangue. E non sono molti quelli disposti a pagarlo. 

Puramente per dovere di cronaca i parziali dei quarti sono stati 11 a 22 il primo e 12 a 25 il secondo che ha portato le squadre al intervallo sul 23 a 47 per gli ospiti. Il terzo quarto, il migliore Urania, è stato appannaggio Olimpia per 7 a 13, mentre l’ultimo si è concluso sempre a favore degli ospiti 10-18, portando le due squadre al risultato finale di 40-78 per Armani Junior Milano.

 

Prossimo turno: sabato 24/03 ore 16.30 in trasferta, Palestra Comunale di Via Resegone, 67 ad Arese, contro San Giuseppe Arese.