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Mirko Maiocchi il punto della situazione Under 18 Elite

Pubblicata in Settore Giovanile - Minibasket il 2017-12-30 18:53:00

 

Fine anno, significa periodi di bilanci. Così ci è venuto in mente l'idea di chiedere ad ogni allenatore un giudizio della prima parte della stagione con qualche indicazioni rispetto all'attività dei prossimi mesi. Ecco l'intervista a Mirko Maiocchi che ci parla del gruppo Under 18 Elite, ragazzi del 2000 e del 2001. Buona lettura.

 

Ciao Mirko, siamo ormai giunti a metà della stagione sportiva 2017-2018. Ci fai un breve riassunto di quanto fatto e vissuto in questa prima parte dell’anno con la squadra Under 18 Elite? Al momento siamo a metà del girone di ritorno in attesa di definire la classifica per la seconda fase del campionato; sicuramente le aspettative, in termini di classifica, erano diverse ed è stato altrettanto evidente che tutta la squadra ha subito un po’ il contraccolpo di una sonora sconfitta alla prima giornata e di un proseguo altalenante. A volte, poi, abbiamo fatto delle buone prestazioni rovinate in pochi minuti da una lucidità non sempre rimarchevole. Tuttavia, a differenza di quello che si è visto nelle prime partite giocate, il programma di crescita impostato all’inizio dell’anno sta cambiando la situazione sia dei singoli che della squadra nel suo complesso.

Non solo abbiamo giocatori che si allenano costantemente con la serie B, ma anche il processo di integrazione dei più giovani (U16-2002) e il lavoro integrato con il preparatore fisico, stanno evidenziando le potenzialità e i punti di forza dei singoli.

In queste vacanze il lavoro continua con il Torneo Iaia di Palestrina (RM) che servirà per riprendere il ritmo in vista di una seconda parte di stagione ancora tutta da giocare e con molti obiettivi nel mirino.

 

C’è stato un momento particolare di questo inizio stagione, un episodio, un fatto, un evento... che ritieni importante per il gruppo e per il miglioramento dei ragazzi che alleni? Come anticipato prima, perdere la prima partita di 30 con la prima della classe non ha fatto certo bene. Escludendo l’esordio, non direi che ci sono stati episodi più significativi di altri, piuttosto direi che ogni partita, vinta o persa, ci è servita per stringere le maglie, spronare tutti a fare meglio iniziando dal migliorare la qualità dei nostri allenamenti.  

 

Ci puoi descrivere nei prossimi mesi di attività quali sono gli obiettivi per il gruppo che alleni e in che modo vorresti che i ragazzi assecondassero questo percorso?? La seconda parte della stagione servirà in modo ancora più concreto a far trovare una identità tecnica da categoria senior ai nostri giocatori, soprattutto a quelli del 2000 alla fine del percorso del Settore Giovanile. Abbiamo il dovere di preparare nel modo più efficace i nostri giocatori per un domani (sempre più vicino) nel mondo dei grandi. Il primo passo è riconosce le proprie capacità, riconoscere quelle dei compagni individuando chi, quando e come la squadra potrebbe averne un maggior vantaggio. La richiesta non è facile né tantomeno immediata, ma chi riesce in questa operazione di miglioramento avrà grandi vantaggi in campo con i grandi. 

Devo dire che il perno su cui facciamo affidamento per proseguire nel percorso è l’essere una squadra e credo che i ragazzi che oggi fanno parte del roster siano consapevoli che la squadra, come comunità, sia la base su cui costruire qualsiasi cosa. Per questo mi sento di dire che stanno tutti facendo un buon lavoro e un salto qualità nello stare in palestra.

Proprio per voler dare uno stimolo, direi a tutti di pretendere da loro stessi di più, sfruttando al meglio ogni partita, ogni video, ogni allenamento, ogni esercizio; ogni occasione e ogni minuto sono preziosi per guardare sé stessi e i compagni, spogliarsi degli alibi e cercare di identificare le caratteristiche e le peculiarità dei singoli per sfruttarle e raggiungere tutti insieme il risultato di squadra