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Under 16 Eccellenza: Hikkaduwa-ABA Legnano 65-73

Pubblicata in Settore Giovanile - Minibasket il 2018-04-25 20:56:00

 

Campionato Under 16 Eccellenza - 11a giornata ritorno 
Hikkaduwa Urania Milano – ABA Legnano 65-73 (26-36)

 

Hikkaduwa: Frausin 19, Losi 3, Manzoni 2, Salmin 2, Filiputti, Giorgetti 9, Rashed 20, Rinoldi 2, Donati, Ambrogi, Baccalaro 5, Paveri 3. All. Montefusco/Maiocchi.

ABA Legnano: Guzzetti 2, Guidi 3, Rutigliano, Guccini 13, Ballarin 12, Cucchi 13, Ponzelletti 16, Bernardi 1, Sala 3, Malanchini 6, Raimondi 2, Codato 2. All. Ghirelli/Morazzoni.

 

Parziali dei quarti: 13-16; 13-20; 14-21; 25-16.

 

Si chiude con l’ennesima prova incolore il campionato degli Under 16 Eccellenza, sconfitti al Palaiseo da ABA Legnano che nonostante non avesse nulla da chiedere a questa partita, esattamente come i biancorossi, gioca una gara sontuosa e ricca di energia, spezzando la striscia di due vittorie consecutive dei Wildcats.
Già dalle prime battute si vedono due squadre in campo con un ritmo e una voglia completamente diversa, Urania già rimaneggiata, perde anche Donati dopo pochi secondi. ABA gioca senza fronzoli ed è molto concreta, facendo cose semplici ma efficaci e concedendo molto poco all’attacco milanese che non segna da fuori e va a sbattere con frequenza contro la difesa sangiorgese. Nonostante i vantaggi 7 a 4 e 9 a 6 per i biancorossi, gli ospiti recuperano e si portano avanti sul 11 a 13, raggiunti poi da un canestro di Manzoni. Il primo quarto si chiude con gli ospiti avanti 13 a 16 dopo una bomba sulla faccia da Filiputti, che si limita a guardare il suo avversario, e che si unisce alla precedente serie di passaggi intercettati e convertiti in facili canestri e ai troppi rimbalzi offensivi concessi da tutta la squadra.

 
La seconda frazione comincia subito con un parziale di 0-6 per gli ospiti che approfittano della difesa a uomo imbarazzante dei Wildcats. L’attacco non è diverso, mal gestito si trova sempre a dover prendere conclusioni forzate che ovviamente non trovano mai il canestro, tranne in una occasione con Baccalaro che con una tripla di pura invenzione, riporta Urania sul meno 6. Ma la musica non cambia e Urania continua ad attaccare male e a difendere anche peggio, trovandosi in un amen sotto 16 a 30 grazie ad una serie infinita di lay up facile facili in contropiede concessi ai biancoblu. Anche a difesa schierata gli ospiti banchettano nell’area Hikkaduwa, trovando la via del canestro sempre libera per andare fino infondo o per creare tiri aperti con conseguente rimbalzo offensivo dopo un errore. Rinoldi prova a suonare la carica in difesa ma nessuno ha la minima intenzione di seguirlo e solo grazie ad un paio di giocate estemporanee di Rashed, e a un rimbalzo offensivo convertito dallo stesso Rinoldi, Urania limita i danni e va all’intervallo sotto di 10 lunghezze sul 26 a 36.


Nel terzo quarto ci si aspetta una reazione dei padroni di casa e invece, nonostante il tentativo di limitare l’attacco ospite con un po’ di zona, le cose non cambiano di molto, soprattutto perché la fase offensiva non trova ritmo e continua a forzare tiri dalla lunga distanza senza mai trovare il fondo della retina. Frausin continua a sparare a salve ogni palla che gli passa tra le mani e ad ogni errore, il rimbalzo che ne consegue e che gli ospiti si accaparrano, corrisponde ad un facile canestro in campo aperto o a un comodo tiro in transizione puntualmente messo a segno, scavando l’ennesimo solco tra le due squadre. L’unico a segnare qualche canestro dal mezz’angolo è Giorgetti che in realtà dovrebbe dominare la partita in mezzo all’area avversaria. Il parziale del terzo quarto è di 14 a 21 ancora per gli ospiti che chiudono in vantaggio 40 a 57 mettendo le mani sulla partita in modo quasi definitivo.


L’inizio dell’ultima frazione è emblematico: Frausin buca l’anticipo sulla rimessa da metà campo degli ospiti e dopo meno di 5 secondi eccoci sul meno 19. Dopo l’ennesimo tiro sbagliato nell’azione offensiva seguente, ABA si porta al massimo vantaggio, più 22, con un’altra tripla presa in faccia dalla difesa biancorossa, questa volta da Rashed, che per dovere di cronaca, è l’unico che in casa Urania dimostra di avere un po’ di orgoglio cercando di attaccare il canestro avversario. Finalmente la misura è colma e anche grazie all’ingresso in campo di Manzoni che da un pò di verve alla squadra, i ragazzi targati Hikkaduwa si danno una svegliata e provano almeno a mettere grinta sul parquet. Ne consegue un parziale di 10 a 0 grazie ad una tripla di Losi, un contropiede di Frausin dopo palla rubata, un appoggio di Rashed e a tre liberi, due di Manzoni e uno di Rashed. ABA sembra aver perso fiducia e non riesce più a trovare la via del canestro, cosa che le crea una dose di frustrazione, tanto da cadere in un fallo tecnico dopo una presunta penalità non fischiata alla difesa milanese.

Potrebbe essere l’episodio che cambia l’inerzia della partita essendo a meno 12 e con ancora 7 minuti da giocare, ma Urania non riesce a sfruttare la grande occasione sbagliando il tiro libero e perdendo la palla successiva per un fallo in attacco. Nella azione seguente gli ospiti chiudono il parziale con un facile canestro contro il pressing milanese, che commette un errore imperdonabile a metà campo. Ma Urania ora non vuole mollare la partita e nonostante una palla persa sanguinosa di Frausin, prova a rimanere in partita con la difesa aggressiva su tutto il campo, che raddoppia qualsiasi cosa si muove. Ci si domanda: tutto ciò non si poteva fare anche nei 35 minuti precedenti? La risposta di chi vi scrive: se avessi avuto la risoluzione di questo genere di enigmi, oggi staremo forse festeggiando un traguardo importante e non solo una vittoria all’ultima partita di campionato.

Capitan Rashed ci prova davvero fino in fondo ma sbatte contro un paio di interpretazioni arbitrali del tutto singolari, che mettono fino alle possibilità dei wildacts. Quindi chi festeggia la vittoria all’ultima di campionato è ABA Legnano, che vince la gara 65 a 73 con pieno merito. Ennesima occasione di fare bene persa per l’Urania, che chiude mestamente un campionato che poteva dare qualche gioia in più a tutti e che ci obbliga a chiudere questo scritto con la solita e ricorrente parola: peccato!!!