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Under 18 Elite: Bollate-Hikkaduwa 57-51

Pubblicata in Settore Giovanile - Minibasket il 2017-12-12 23:06:00

 

Campionato Under 18 Elite – 2° giornata ritorno

Ardor Bollate – Hikkaduwa Urania Milano 57-51 (29-22)

 

Ardor: Colombo 6, Saita 10, Brognara 3, Annoni 7, Panseri 6, Codarri, Perego 6, Sina 5, Montemartini, Galli 5, Criscione 6, Esposito 3. All. Brivio - Mariani

Urania: Scafora 5, Frausin 2, Villantieri 1, Andena, Marnetto 12, Orenze 2, Vurchio, Isufay 2, Filiputti, Manzoni, Sedazzari 24, Giorgetti 3. All. Maiocchi – Santolamazza

 

Parziali dei quarti: 10-12; 19-10; 19-11; 9-18

 

Succede che il basket sia lo sport più bello del mondo. Ma anche uno dei più spietati nel colpire dove fa male davvero. Succede che la definizione dello sport più bello del mondo abbia una postilla nel finale: “…scopo del gioco è che ogni squadra riesca a mandare il pallone nel canestro avversario”.

Succede che quando una squadra, incontra enormi difficoltà a portare a termine lo scopo di cui sopra (quello che viene prima di ogni altra cosa, prima dell’impegno, prima dell’attitudine difensiva, prima della bravura in qualsiasi altro aspetto del gioco), i singoli che la compongono perdano fiducia in sé stessi, progressivamente, consumando ogni energia mentale e fisica nell’errore ripetuto.

 

Succede che questa squadra, siano i giovani Under 18 di Urania, una squadra che fatica a fare canestro e che viene sistematicamente punita, come ovvio che sia, da questa mancanza.

 

Succede che gli errori generino insicurezza perché troppo frequenti, troppo numerosi, troppo gravi.

 

Succede che la serata “gelida” di Bollate ospiti dell’Ardor si trasformi allora in un mezzo incubo, contro dei padroni di casa non certo baciati dal talento o dalle stigmate dei campioni, ma senza dubbio più bravi e decisi a portare a termine lo scopo del gioco più bello del mondo.

 

Succede che otto triple subite siano una sentenza contro la quale diventi arduo reagire senza rabbia.

Succede che quel motore ingrippato produca palle perse sciagurate, rimbalzi lasciati agli avversari, attacchi sconsiderati, difese di pietra.  Succede che un -7 diventi un -11, poi un -13, poi addirittura un -15 (fine terzo quarto).

 

Poi succede che all’improvviso qualcosa cambi. Senza avvisaglie. Cambi quando un allenatore che le ha provate davvero tutte trovi inaspettatamente un quintetto che funziona. Succede che i tiri inizino a entrare, diciamo con la stessa frequenza degli errori di prima. Succede che un -15 diventi un -13, poi un -10, poi ancora un -4. Succede che una partita già persa diventi una partita da vincere.

 

Succede che se vuoi vincere una partita, però, oltre allo scopo principale del gioco tu debba stare attento anche a tutti gli altri particolari… non lasciare i rimbalzi offensivi agli avversari, non perdere palloni stupidi e soprattutto restare concentrati applicandosi con la massima determinazione.

 

Succede che per spegnere la voglia di un miracolo ci sia bisogno di un altro miracolo… ma ciò non accade ed il suono implacabile della sirena sancisce la meritata “rivincita” degli “Arditi” sui “Wildcats” (57-51).

 

 

”posso accettare il fallimento… ma non posso accettare di non provarci affatto”….

(Michael Jordan)