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Under 16 Eccellenza: Hikkaduwa-Cernusco 66-75

Pubblicata in Settore Giovanile - Minibasket il 2018-02-06 11:12:00

 

Campionato Under 16 Eccellenza - 2° giornata di ritorno

Hikkaduwa Urania Milano - Libertas Cernusco  66-75 (32-36)

Urania:
Scafora 11, Frausin 13, Signorile 1, Paveri 24, Losi, Manzoni 4, Salmin 3, Baccalaro, Giorgetti 1, Rashed 2, Rinoldi 4, Donati 3. All. Montefusco- Maiocchi
Cernusco: Colombo 2, Loda 3, Ratti 7, Corbelli 3, Zatti 4, Panzera 12, Strada 13, Rusconi, Macrì 17, Della Torre 10, Picozzi, Marchetto 4. All. Corvi-Zenoni

 

Arbitri: Francesco Bruni di Cernusco e Stefano Scerrato di Milano

Parziale dei quarti: 13-19; 19-17; 9-24; 25-15

Prossimo turno: giovedì 15 febbraio alle ore 19.45 presso il Palablu di Treviglio in Via del Bosco, si gioca contro Bluorobica Bergamo

 

Dopo la bella vittoria di settimana scorsa in casa Armani Junior, i Wildcats ospitano la Libertas Cernusco con cui negli ultimi due anni, sono sempre state partite avvincenti e risolte nelle ultime battute, che hanno sempre visto prevalere i cernuschesi.
In questa occasione invece la sconfitta è molto più netta del -9 finale che è del tutto bugiardo sull’andamento della partita. Nel momento in cui i ragazzi dovrebbero volare sulle ali dell’entusiasmo, ecco arrivare la prova che non ti aspetti, priva di agonismo, cattiveria e mordente. Molto merito va dato sicuramente agli avversari che giocano senza fronzoli e con grande cinismo, mettendo a nudo tutte le mancanze emotive e psicologiche ancor prima di quelle tecniche, dei giocatori Urania. 

L’inizio e sicuramente sottotono, errori difensivi e poca voglia di lottare, combattere e di indirizzare la partita subito dalla propria parte. Cernusco parte forte, approfitta di ogni singolo errore, attacca l’area che è terra di conquista e si porta subito avanti 13-19 nel primo quarto. Urania comincia la sua lotta personale contro i ferri del Palaiseo, abusando più del solito del tiro da 3 punti, senza trovare alternative quando in giornate come queste, la palla non entra (alla fine sarà 5/32).


Nel secondo quarto c’è un sussulto e la voglia di cominciare a giocare e grazie ad un super Paveri e alla grande difesa di Signorile, si colma subito il ritardo e si gioca almeno per un quarto alla pari con gli avversari che continuano a fare le proprie cose nella maniera migliore. Il ritardo all’intervallo e di soli 4 punti e anche se la sensazione non è di quelle rassicuranti, c’è la speranza che nella ripresa si possa ingranare e cambiare marcia.


E invece ecco arrivare “il brutto anatroccolo”, la peggiore versione, quella che si fa dominare, quella che al primo colpo ben assestato crolla e si sbriciola in un amen. Ed è proprio, al primo assalto della ripresa Cernusco scava un solco incolmabile, fatto di cose tecniche, tattiche, entusiasmo che pian piano cresce e aumenta ad ogni giocata sia difensiva che offensiva. Triple, 1 contro 1 (o forse nessuno) banchettando nell’area dei padroni di casa, rimbalzi offensivi grinta e voglia di vincere che generano consapevolezza e incoscienza, che ti spinge a fare anche le cose più complicate. Il tutto sotto gli occhi dei giocatori di casa, formato spettatori non paganti, che di wildcats hanno davvero poco e che si mettono in posa ad aspettare l’ondata di piena mandata dagli avversari. Il finale del terzo quarto dice +19 Cernusco.


Lo sgomento, come se fosse casuale quello riportato dal tabellone luminoso, continua anche nei primi minuti dell’ultima frazione fino ai profondi abissi del meno 25. Il pessimo approccio all’incontro pare davvero totale, dai giocatori in campo, a quelli in tribuna a riprendere la partita, non escludendo i componenti dello staff, che non hanno avuto alternative da offrire ai ragazzi in campo.


Il motto d’orgoglio avuto nel finale (il parziale dell’ultimo quarto sarà 25-15 Urania), non fa altro che aumentare il rimpianto di non avere giocato la partita al meglio delle proprie possibilità. Complimenti a Cernusco che ha giocato una gran bella gara aggiudicandosela con pieno merito 66-75.
Per Urania non rimane che la solita frase: “poteva essere ma non è stato”.